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Una sola parola per dire Africa.

Fame nel mondo

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune brevi ma argute considerazioni di una nostra giovane concittadina perdutamente innamorata del Continente Nero.

 

Viviamo in un Paese “civilizzato”. Non ci bastano due cellulari, l’auto novità full optional, la tv ad alta definizione o ancora gestirci la nostra vita attraverso un pc portatile. Siamo giunti al 2010 godendo di innumerevoli privilegi. Ci siamo arrivati un po’ tutti. C’è arrivato perfino il modesto operaio di una qualsiasi modesta impresa che alla fine del mese porta a casa mille miserabili euro. Con questo non voglio dire che non esistono realtà difficili nel nostro Paese ma, se messe a confronto con altre, indubbiamente il mio pensiero lo condividerete anche voi. Un solo pensiero che si esprime con una sola parola: Africa.

Lasciare un piatto di spaghetti cucinato dalla propria mamma perché non si ha fame o non è di proprio gusto…

Quanti bambini africani vorrebbero averlo! Tanti. Povertà, miseria, condizioni igieniche pessime e vite spente dalla fatica per sopravvivere…

Queste sono le realtà sui cui tutti noi dobbiamo riflettere.

Perché in Africa tantissime persone, adulte e bambini, muoiono di fame?

È mai possibile che i “grandi” dei Paesi occidentali, interessati ad accrescere la nostra cultura, a migliorare il nostro stile di vita nella tecnologia, nella ricerca, nella medicina e in tutti i settori del lavoro, siano ancora incapaci di rendere la vita meno difficile nel territorio africano?

E’ incoraggiante sapere che tante persone volontarie e associazioni danno un grande aiuto ad alcuni Paesi messi in ginocchio dalla povertà, ma non basta. Non basta perché l’Africa è un vastissimo continente. Oltre agli aiuti umanitari sono di primaria importanza quelli economici. Ecco perché i Paesi ricchi possono fare qualcosa in più.

Perché tanti soldi, milioni di euro, vengono dati ad una sola persona che magari con fortuna ha compilato una schedina del super enalotto pagando solo un euro e invece non si fa nulla per dare altrettanti milioni ad una popolazione che in realtà con quei soldi non si arricchisce per niente?

Lo trovo ingiusto, disumano, che ci sia tutta questa indifferenza a riguardo, si da la colpa ai governi, alle grandi autorità o a chi ha gestito anche in passato i nostri popoli, ma alla fine noi siamo i veri responsabili di questo marcato divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri; in fondo viviamo in un mondo dove nessuno può comandare ai nostri cuori e se ci va di regalare un centesimo a chi ne ha bisogno lo possiamo fare. Allora perché non si attivano delle serie raccolte di “fondi a vita” per salvare una popolazione come quella africana dalla miseria, dalla morte certa?

Dovremmo un po’ tutti responsabilizzarci per ciò che accade in Terre lontane come la Tanzania, il Kenia, l’Uruguay e tanti  altri posti africani e non solo.

Non voglio rappresentarmi come una santa perché anche io mi ci metto nella mischia, anche io spero di vivere meglio la mia vita augurandomi di fare fortuna con una vincita al super enalotto o addirittura di aggiudicarmi una serena pensione di 4.000 euro al mese giocando al win for life. Ciò che accade nel nostro Paese è sotto gli occhi di tutti. E’ nell’interesse dello Stato quello di far aumentare la golosità degli italiani in fatto di soldi, spendiamo per avere ma chi si arricchisce ci gode mentre noi rimaniamo gli illusi sfigati che regalano il proprio stipendio a un misero gioco. Allora riflettiamo bene cari amici, in realtà cosa ci manca? Nulla. Se abbiamo la fortuna di stare bene in salute, abbiamo  tutto, abbiamo il  cibo, l’acqua, una casa dove dormire, un lavoro, la vita che ci sorride. Dunque facciamo in modo che altre persone meno fortunate di noi abbiano parte del nostro sorriso, abbiano almeno le risorse più indispensabili per sopravvivere. Se pignoriamo un po’ del nostro tempo e parte del nostro portafoglio con criterio, tutti, senza distinzione, riusciremmo senz’altro a raggiungere dei traguardi che nessuno dopo tanti anni  è mai riuscito a varcare, obiettivi che porterebbero a salvare un bimbo innocente, lontano dai nostri occhi ma vicino al nostro  cuore.

Patrizia Chiego

1 Commento a " Una sola parola per dire Africa. "

  1. eowyn scrive:

    Complimenti per l’articolo! Molto toccante! Anch’io come te spero che, un giorno non troppo lontano, le cose cambieranno! Visto che ami così tanto l’Africa voglio omaggiarti, cara amica, di una poesia:

    Africa, Africa mia
    Africa fiera di guerrieri nelle ancestrali savane
    Africa che la mia ava canta
    In riva al fiume lontano
    Mai t’ho veduta
    Ma del sangue tuo colmo ho lo sguardo
    Il tuo bel sangue nero sui campi versato
    Sangue del tuo sudore
    Sudore del tuo lavoro
    Lavoro di schiavi
    Schiavitù dei tuoi figli
    Africa dimmi Africa
    Sei dunque tu quel dorso che si piega
    E si prostra al peso dell’umiltà
    Dorso tremante striato di rosso
    Che acconsente alla frusta sulle vie del Sud
    Allora mi rispose grave una voce
    Figlio impetuoso il forte giovane albero
    Quell’albero laggiù
    Splendidamente solo fra i bianchi fiori appassiti
    E’ l’Africa l’Africa tua che di nuovo germoglia
    Pazientemente ostinatamente
    E i cui frutti a poco a poco acquistano
    L’amaro sapore della libertà.

    Ndjock Ngana

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