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Perchè questo sito?

Ci sono cose nella mia vita che non avrei mai pensato di fare e che invece, alla fine, ho fatto. Non mi piaceva studiare. E, infatti, non ho conseguito la “licenza media”. Pensavo che il destino di noi figli del Sud, nati negli anni ’50, era segnato fin dalla nascita: il figlio del contadino da grande farà il contadino, il figlio del falegname farà il falegname, il figlio dello stagnino farà il becchino, il figlio del farmacista farà il farmacista, il figlio dell’avvocato farà l’avvocato. Sono nato figlio di contadini pensando che un giorno, dopo aver frequentato un corso di viticoltore, avrei iniziato a fare il mestiere di agronomo e, invece, non l’ho fatto. Negli anni ’70, aiutando mio padre sindacalista del paese a scartabellare carte, pensavo che un giorno avrei fatto il sindacalista pure io (la cosa non mi dispiaceva). Anche perchè in quegli anni ‘70 ero considerato uno dei giovani capi del “ribellismo maruggese”. Ma il sindacalista non l’ho fatto. Dopo la laurea in Scienze Politiche (presa per passione e non con la ragione), nell’attesa di una occupazione “fissa” che avrebbe dovuto “garantire” ai miei una minima tranquillità economica, avrei dovuto fare il politologo e, invece, mi sono ritrovato a scrivere articoli, ma non sono diventato giornalista. Più tardi avrei fatto lo scrivano. Un mestiere che non ho mai amato, ma che mi ha permesso di scrivere libri, ma non sono diventato scrittore. Sono rimasto scriba. Ma, fatto come sono e fui, per i pensieri che coltivo e per le azioni che manifesto, disprezzando ogni forma di camaleontismo, sono diventato, senza volerlo, per alcuni amici, un punto di riferimento, non solo culturale e intellettuale, ma anche spirituale. Forse perché amo svelare ai pochi amici disposti ad ascoltarmi le falsità nascoste dei tanti nemici restii ad incontrarmi.

Nei miei 57 anni non ho pensato, nemmeno per un attimo, di fare l’attore. L’attore, per dirla alla Pirandello, è  “uno, nessuno, centomila”. Io non sono tagliato per le recite. Io, ahimé, amo essere me stesso. Fino in fondo. Perciò ho fatto cose di cui non mi sono pentito. E mi sono scelto gli amici che mi merito.

Ma la cosa che non ho  pensato mai di fare nella mia vita è quella di interessarmi alla nascita di un sito Internet. Sono negato per le “cose moderne”, per tutto ciò che è elettronico. Non so usare il computer, utilizzo ancora la mia cara e vecchia “lettera 32″. Sono antropologicamente contrario alla tecnologia avanzata che ritengo la madre di tutti i mali dello spirito. Sbaglierò!?

E allora perchè un sito? Perché ancora una volta sono stato trascinato dagli amici. Un amico in particolare mi ha rimorchiato per farmi conoscere un altro mondo. Il mondo virtuale. Non ho potuto resistere al mio caro amico Leonardo e al suo talento, alla sua dirompente e dilagante professionalità, a cui solo un fesso può chiedere se sa fare un sito. Lui sì che li sa fare, ideare e costruire con alta ingegnosità. Ci siamo subito ritrovati. Pur appartenenti a due diversi mondi. Il comune e, talvolta, disperato amore per il nostro paese, la passione per i libri, la consapevolezza che la cultura è una cosa seria, il riscontro quasi quotidiano della presenza di un pubblico appassionato ai nostri convegni, soprattutto giovanile e politicamente trasversale o deluso dalle ideologie dominanti, il comune disagio esistenziale dinanzi alla strafottenza giornaliera degli opportunisti e degli affaristi di ogni genere che continuano a marciare, ci ha portati a creare una finestra che si apre per ammirare i tesori della nostra amata Terra.

Quanto a me, quanto a questo altro povero fesso che scrive libri per amore del suo paese, che scrive articoli d’occasione per denunciare il disamore di taluni verso la nostra comunità, continuerà a scrivere… sia pure col disagio e la collera crescente di dover subire l’arroganza dei potenti di turno senza poter far nulla. Ma, forse, con questo sito potrò fare qualcosa. Per il mio paese, per il Paese Nostro.

Tonino Filomena

3 Commenti a " Perchè questo sito? "

  1. DANA scrive:

    Scriba… Ma sì! Lo scriba nell’antico Egitto apparteneva ad una casta molto potente che si occupava dell’amministrazione del paese; la condizione economica era invidiabile e spesso era accompagnata da una carriera che portava ai vertici della società… Perciò amico mio, continua così! Buona fortuna!

  2. Pipino Tuc scrive:

    ciao da pipino tuc

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