In un paese chiamato Athsyu. In una piazza affollata. Due pescatori di parole si giocano il tempo. È la notte di Natale.
Il primo pescatore si chiama Lakota. Ha una storia antica. Ha viaggiato per deserti lasciando ombre sulla sabbia e pieghe di emozioni lungo le strisce di cielo consegnate all’orizzonte. Sapeva leggere i tramonti, in giovinezza, e con gli anni ha abbandonato questo mestiere per dedicarsi alla lettura delle albe. Ma per anni il suo viaggio è stato tra le dune e il blu dei suoi sciallati costumi. Uomo del deserto. Appartiene alla famiglia degli uomini blu, ovvero dei tuareg.
Il secondo pescatore si chiama Nuvola che non teme il Mare. Appartiene ad una famiglia che ha abitato le foreste e che poi si è trasferita lungo le coste. Ha vissuto una vita tra porti, tra scogliere ed ha viaggiato a lungo, anche lui smarrendosi tra le alte maree e il vento d’altura. Lakota vive custodendo ricordi, sogni, camminamenti e porta dentro di sé un paziente amore che ritorna spesso tra i tramonti e le albe. Ha sempre vissuto per questo unico amore e per una donna di nome Luna di Fuoco. Nuvola che non teme il Mare, invece, è stato un amante imperfetto. Ha sofferto nell’inquieto scorrere dei giorni e ha trepidato per ogni donna consegnata alle ferite del suo cuore. Ma anche lui è rimasto affascinato dal mistero di una donna chiamata Donna Sorgente.
Questi due personaggi hanno camminato e hanno viaggiato, mai incontrandosi se non nella notte di Natale. Entrambi hanno cercato di seguire una stella ma non sono dei Re Magi e seguendola o inseguendola sono giunti al centro di una piazza. Ma non so se hanno seguito o inseguito la stella o sono stati catturati dalla stella. Forse è stata la stella ad afferrare i loro destini. Allora. Notte di Natale. Un silenzio ovattato. E poi le parole.
Lakota: Non so chi ci ha condotto in questa piazza, ma siamo giunti puntuali ed è come se fossimo arrivati spinti dalla forza della natura. Tutto è spazio. Perché in questa notte? La notte di Natale. Gesù sta per nascere. E noi siamo qui. Perché dobbiamo disputarci il tempo?
E Nuvola che non teme il Mare risponde: Ho abbracciato tutte le eresie. Ho cercato di capire il Cristo della Resurrezione ma mi sono sempre fermato al Cristo della nascita. La rivelazione è una illuminazione che non cerco. Voglio essere cercato dalle parole dell’illuminazione anche se sono considerato un pescatore di parole.
Lakota: Noi siamo pescatori di parole. C’è un mistero che mi inquieta. Come siamo giunti qui, io e te, questa sera? Non ci si interroga davanti a ciò che consideriamo mistero. E proprio nella notte in cui nasce il Cristo noi ci disputiamo il tempo.
Nuvola che non teme il Mare: Ma quale tempo? Io non mi porrò mai il problema del tempo.
Lakota: Ognuno di noi è lacerato dalle passioni. C’è, comunque, la grande Passione che è fatta di sacrificio, sofferenza, dolore e resurrezione. Ma non credere che nel nostro quotidiano non ci siano le quotidiani passioni. Il tempo è dentro questa piega che fa del nostro essere un segno impercettibile, a volte illeggibile ma sempre presente pur nella inafferrabilità.
Nuvola che non teme il Mare: Tutto si ritrova nella notte di Natale. Tu con la tua certezza da eretico, io con i miei dubbi da profeta del mare che aspetta una chiamata. Tu che misuri i granelli di sabbia stabilendoti un metodo per ogni caduta di granello. Io che non riesco a stringere l’acqua e mi illudo che ogni goccia possa contenere tutti i mari possibili. Però siamo qui per disputarci il tempo.
Lakota: Io non ho dentro di me timori. E la mia Luna di Fuoco non è solo un ricordo perché il ricordo scompare se lo lasci scorrere come sabbia. Il ricordo è nella mia pelle, nel mio corpo, nei miei capelli. Tutto questo può consumarsi nel tempo? Il tempo è sempre al di là di noi? Vedi, questo fuoco si alza con le sue fiamme e punta il cielo in questa notte. È come se cercasse la stella che ci ha condotto qui. Noi siamo pescatori di parole. Lo siamo stati e ora custodiamo queste parole nella notte di Natale per dire che tutte le parole e tutto il tempo possibile e impossibile non conoscono nome. La nascita di Cristo è una passione inarrestabile.
Nuvola che non teme il Mare: Una passione inarrestabile… Perché Cristo non può vivere il tempo. È nell’infinito che si intreccia con l’eterno ma è quel personaggio che porta l’amore. Quando c’è l’amore non può esserci il peccato, quando l’amore trionfa non può esserci la richiesta di perdono perché il perdono è nella teologia e noi, invece, siamo nel mistero, nella sacralità dell’amore, nella sacralità di due corpi che si cercano e si amano e si tramandano futuro. Nella magia. Cristo non è passato, non è presente, non è futuro. Cristo è. Quindi non vive nel tempo. Ti dirò di più: non conosce il tempo. Dove c’è il tempo non c’è Cristo. Noi siamo stati portati qui per giocarci il tempo? Io non mi gioco alcun tempo. Se vuoi posso darti la partita vinta. Mi ritiro e mi pongo non in attesa ma in ascolto.
Lakota: Cosa facciamo allora? Trasgrediamo chi ci ha condotto fino a qui? La stella?
Nuvola che non teme il Mare: Io sono qui e mi metto in ascolto del fuoco, della luna e ripenso al mio mare e ai miei viaggi. Chiedo al mare di svelarmi misteri custodendo sempre i segreti. Ma i misteri possono essere svelati?
Lakota: Ma anch’io non sono interessato a questa partita. Il falò è un crepitio di stelle luminose. Ci sono distanze. Cerco di vivere non più il tempo ma lo spazio che mi lega al bisogno di rivelazione. La stella? È stata una sfida, posso dirti che ci ha sfidato. Senza finzioni, però. Noi non sapevamo ma la stella ci ha condotto qui pensando ad una nostra battaglia. Ma sul tempo non possono consumarsi guerre. La stella… Che meravigliosa luce. E Cristo? In questa notte di Natale la passione è una rivoluzione e la piazza è il teatro delle recite incompiute…
Nuvola che non teme il Mare: Siamo due pescatori di parole? O forse siamo due viaggiatori di pensieri? Non mi stupisce il fatto che ci siamo incontrati. Nella notte di Natale. Non ho più meraviglia di nulla. Ormai. Mi catturano i segreti. Cristo è un segreto? No. Resta però un mistero. La sua nascita è una rivelazione più potente della sua Passione. Più della Croce. L’incanto è una alchimia. Anche se sono dentro la linea del destino. A quale tempo dovrei appartenere? Sono qui, in questa piazza dell’infinito, a celebrare la polvere delle onde. E ascolto le onde anche se sono distanti mille echi. Questa polvere che ha parola e acqua è dentro di me. Resto con il mio silenzio. A contemplare gli occhi della mia Donna Sorgente.
Lakota: Domani. Ai primi bagliori partirò per il mio deserto. Camminatore di pensieri. Nella notte di Natale recito le mie preghiere indiane. La mia Luna di Fuoco danza intorno al falò. Il mio popolo ha sotterrato l’ascia. Tu riparti per i tuoi mari. Io entrerò nella mia tenda. Ma la stella che mi ha condotto sino a te è un segno di profezia. Siamo giunti come pescatori di parole e ripartiamo come naviganti di pensieri. Ma in tutto ciò perché la presenza di Cristo? Noi apparteniamo al destino degli sciamani. Siamo stregoni. Voci nelle magie, nelle alchimie, nei miti, negli archetipi che recitano la vita e l’oltre. Ma siamo al di là del tempo. Pescatori, naviganti, giocatori di tempo. Dentro di noi Cristo è uno sciamano che prega nel sortilegio delle lune ferite e viaggia i mari con le vele spiegate. Cosa ci chiederemo ancora… Siamo nella magia. E nel sacro.
In un paese chiamato Athsyu due personaggi di nome Lakota e Nuvola che non teme il Mare si salutano. Senza abbracci. Senza più parole. Il loro sguardo è un inciso di vento e di terra. Il fuoco continua ad ardere. La piazza si spopola. Il centro resta un cerchio. Un girotondo. È ancora notte. Notte di Natale. Il gioco è finito. Anzi non è mai cominciato. Le parole sono nel tracciato del sogno che indica la voce che giunge da lontano come un passato che non esiste e un’attesa che dovrà essere nel dono che arriverà.
Pierfranco Bruni



Bellissimo brano. Pierfranco,sei fantastico. L’amicizia tra i due sciamani (che io conosco) è invidiabile. Auguri alla tua arte che come sempre mi emoziona. Buon Natale.
I MIEI SINCERI COMPLIMENTI PER IL TUO BELLISSIMO ARTICOLO QUI PUBBLICATO. E’ LA STORIA DI UNA AMICIZIA VERA,SINCERA,PIENA D’AMORE E DI FRATELLANZA.BRAVO PIERFRANCO. CONTINUA COSI’. I MIEI PIU’ SINCERI E SENTITI AUGURI, DI CUORE. BUON NATALE,A TE ED ALLA TUA FAMIGLIA.
Auguri sciamani… che la vostra eterna amicizia sia d’esempio per tutti. Un bacio a Nuvola che non teme il mare da me, Falco che libra le montagne!