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Gianni Rodari a 90 anni dalla nascita – Lo scrittore tra Pedagogia e Lettura per l’infanzia.

Gianni Rodari

Lo scrittore tra pedagogia e letteratura per l’infanzia in una scuola come priorità della partecipazione educativa. Gianni Rodari a trent’anni dalla morte e a novant’anni dalla nascita. Infatti

era nato il 23 ottobre 1920 a Omegna, nei pressi del Lago d’Orta. Muore il 10 aprile del 1980 a Roma. Rodari è stato uno scrittore che è riuscito a trasformare radicalmente la letteratura per l’infanzia, ovvero quella letteratura che ha intessuto un dialogo costante con le generazioni scolarizzare. Quelle generazioni che hanno attraversato stagioni impegnate e particolari della vita italiana. Quelle generazioni che ben si sono confrontate con la lezione di don Lorenzo Milani e che sono andate oltre sia in termini esistenziali sia sul piano di un raccordo tra metodologia educativa e cultura. Rodari racconta una articolata “filastrocca” lungo la costruzione delle storie rompendo sostanzialmente la tradizione della favola – fabula del “c’era una volta” e “larga la foglia stretta la via dite la vostra che io dico la mia”. Al 1951 risale “Il libro delle filastrocche”, l’anno successivo pubblica “Il treno delle filastrocche”, nel 1960 “Filastrocche in cielo e in terra”, nel 1970 “Le filastrocche del cavallo parlante”, nel 1970 “Le filastrocche di Pinocchio”.

Il mondo delle filastrocche si è arricchito di personaggi, di storie recitate e descritte, di parole che diventano gioco e di nomi che hanno rimandi particolari ad una lezione che è quella intrisa di tessuto onirico che non smette di confrontarsi con la realtà.

Le parole sono uno strumento che è dentro la vita ma servono per intavolare un sistema di giochi. Infatti nel 1979 pubblica: “Parole per giocare”. Un titolo che si distribuisce tra l’impensabile di una letteratura che nasce per essere indirizzata all’infanzia e alle giovinezze ma che si propone come modello interpretativo all’interno della una letteratura che entra nella scuola e fa meditare.

Una letteratura proposta e mai imposta in una comparazione in cui il linguaggio è svuotato dalle alchimie del letterato per entrare nelle stanze della magia, del suono, del colore e dei personaggi.

In fondo Gianni Rodari fa della parola un colore e ogni colore potrebbe corrispondere ad uno stato d’anima e quindi ad una emozione. Numerosi sono i suoi libri rivolti ai ragazzi con intelligenza pedagogica alla discussione non direttamente letteraria ma cromatica. Trovarli nelle antologie scolastiche soprattutto delle medie inferiori significa proporre una interpretazione in cui il sapere nasce dalla conoscenza delle sensazioni che hanno una valenza proprio sul piano della percezione. In questo caso la letteratura, in termini di approccio scolastico vero e proprio, si fa espressione di un gioco che incastra le forme e i linguaggi.

Ma c’è di più in quanto nei testi di Rodari accanto ai linguaggi delle parole campeggia il linguaggio delle immagini e i personaggi stessi sono un incontro tra il racconto e la fisionomia del personaggi che campeggia all’interno della storia. Mi riferisco a Cipollino, la cui prima apparizione editoriale in Rodari risale al 1951 con “Il romanzo di Cipollino” e successivamente a “Cipollino e le bolle di sapone” dell’anno successivo e a “Le avventure di Cipollino” del 1957, ma il suo primo libro porta sulla scena un altro personaggio che è il Pioniere. Il testo risale al 1950, “Il manuale del Pioniere”, ed è stato definito come il suo primo libro pedagogico. Siamo dunque in un percorso in cui la letteratura potrebbe leggersi con le modalità di una educazione permanente.

L’incontro con altri attori letterari (dedicati sempre alla letteratura dell’infanzia) continua e incontriamo nei testi e nelle aule scolastiche personaggi come “Gelsomino nel paese dei bugiardi” del 1959, Giovannino Perdigiorno con i suoi viaggi del 1973, il barone Lamberto del 1978, “Bambolik” del 1979, e poi i nani e i vagabondi del 1980. Insomma un intrecciare nomi, luoghi, fiabe, visioni oniriche e geografie giocate tra il reale e il fantastico.

Uno scrittore che resta sostanzialmente nel paese delle meraviglie e incontra Alice ma offre al lettore la consapevolezza di capire sia il paese sia le meraviglie sia la stessa Alice e l’interpretazione letteraria non è soltanto letteraria ma si esercita in una griglia che propone certamente il fascino dell’affabulatorio raccontare ma anche della richiesta di domande che non solo accettano risposte ma aspettano risposte in un tempo i cui non si deve mai perdere il contatto con la realtà. Ed è come dicesse: raccontiamo le avventure di Cipollino attraverso la lingua della filastrocca ma le loro avventure non necessariamente ci assentano dalla vita.

Un percorso che entra nella pedagogia dell’ascoltare le avventure ma attraverso il raccontare è necessario ascoltare le sensazioni dei ragazzi perché intorno alle trame proposte vivono le trame di ognuno di noi. In ogni favola . racconto ci sono anche i nostri racconti individuale e di gruppo. Una lezione nella pedagogia dell’apprendimento in cui la letteratura dentro la scuola può farsi esistenza.

Uno scrittore, Rodari, da rileggere proprio a trent’anni dalla sua scomparsa e da proporre discutendone con i ragazzi in età scolare, di quei ragazzi che attraversano i diversi modi e gradi delle strutture scolastiche.

Marilena Cavallo

Marilena Cavallo tra Alberto Bevilacqua e Pierfranco Bruni

2 Commenti a " Gianni Rodari a 90 anni dalla nascita – Lo scrittore tra Pedagogia e Lettura per l’infanzia. "

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  2. [...] per entrare nelle stanze della magia, del suono, del colore e dei personaggi.   Il resto lo trovi qui.   [...]

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